La battaglia su Calciopoli continua: a oltre quattro anni di distanza dal processo sportivo la dirigenza bianconera e la Federazione non sono mai state così lontane. Avvocati, dichiarazioni dure, clima teso e richieste di danni: la Juventus non si arrende, gli organi federali fanno quadrato.
LA CONFERENZA DI AGNELLI — La Juventus ha indetto una conferenza stampa del suo presidente Andrea Agnelli: "Come presidente della Juventus devo tutelare il club il più possibile. Oggi Petrucci ha invitato tutti a tutelare il mondo dello sport e a rispettare le regole. La Juventus lo ha sempre fatto, ma una serie di avvenimenti accaduti dal maggio 2010 non possono essere ignorati". Agnelli ripercorre le tappe, a partire dall'esposto del 2010: "Per quattordici mesi non abbiamo avuto risposta, dopo altri otto mesi arriva la relazione di Palazzi, casualmente poco tempo dopo la scadenza dei termini per la prescrizione". E sul futuro: "Facciamo tuti insieme un passo avanti, anche con il nuovo ministro: costituiamo un tavolo politico che riveda tutti i fatti dal 2006 e che faccia confluire tutti gli sforzi per dare un futuro allo sport e al calcio di alto livello: leggi sugli impianti sportivi, riforma del codice di Giustizia Sportiva, revisione della Legge Melandri. Ad alto livello il calcio è un business da centinaia di milioni di euro che ha bisogno di leggi adeguate".
LA RISPOSTA DI PETRUCCI — E Gianni Petrucci risponde in breve tempo al presidente juventino, non chiudendo al tavolo ma sottolinenando l'importanza dei toni rilassati di Agnelli: " Ho accolto con piacere le dichiarazioni distensive di Andrea Agnelli. Prendo atto di quello che ha chiesto, ma certamente questo tono facilita questi incontri. Spero che da domani in Lega si continui su questo tono, mi auguro sia un primo atto di disgelo. Mi auguro che quando si farà questo tavolo si agirà e si organizzerà il tutto seguendo le regole del buonsenso. Sono pronto al dialogo, voglio pensare al futuro, prendiamo per buona la giornata di oggi che si è chiusa in positivo. Chi ci sarà al tavolo? È una richiesta che è arrivata adesso, fatemi pensare, non sono un fenomeno". E sulla data del tavolo: "Spero nel più breve tempo possibile"
LA GIUSTIZIA SPORTIVA — In realtà una prima parola "fine" su Calciopoli è stata messa, e riguarda l'iter del processo sportivo. La dichiarazione di incompetenza del Tnas, Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport, chiude definitivamente l'iter dei ricorsi nella giustizia sportiva. La richiesta della Juventus non è "materia arbitrabile" per il Collegio arbitrale, che rimanda la palla verso l'Alta Corte di Giustizia presso il Coni. Una via che la Juventus aveva inizialmente scartato e che ora non è più percorribile, essendo scaduti i termini per il ricorso.
LA GIUSTIZIA ORDINARIA — Resta quindi solo la via della Giustizia ordinaria, imboccata lunedì dal club di Corso Galileo Ferraris con la richiesta danni alla Figc per "disparità di trattamento e le illecite condotte che l'hanno generata", valutando in 444 milioni di euro le perdite "per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese". Andrea Agnelli ha specificato di volere "una verifica degli atti di Calciopoli", il presidente federale Abete ha risposto duramente: "I danneggiati siamo noi, le sentenze sportive e penali in primo grado lo dimostrano".
PETRUCCI NON CI STA — Nella mattinata di oggi si era segnalata la dura presa di posizione del presidente del Coni Gianni Petrucci: "Io non ci sto a quello che sta accadendo nel mondo del calcio di vertice che è malato di doping legale. Il calcio di vertice sarà commissariato dalla pubblica opinione se continua così. Parlo di una parte del calcio di vertice, parlo di quelli che credono di essere furbi". L'atto di accusa di Petrucci continua: "Io non ce l'ho con gli avvocati, ma oggi cercano di far sì che tutto sia possibile. Siamo in mano a troppi avvocati. Non dico che non abbiamo diritto di appellarci ai tribunali, ma credo che stiamo superando tutti i gradi del giudizio sportivo". E sulla Juve: "Che senso ha andare avanti? Fare un passo indietro vuol dire farne due avanti. Dopo quest'ultima sentenza (del Tnas, ndr), a chi porta vantaggi proseguire? Chi ha più intelligenza la metta al servizio degli altri: il mio è un appello, ma forse gli appelli non servono più".
ABETE: "PIÙ CALCIO GIOCATO" — Il presidente della Figc Abete ha poi ribadito il suo parere oggi: "Bisogna rafforzare la dimensione dello sport giocato rispetto allo sport nelle aule dei tribunali: il presidente Petrucci ha interpretato con efficacia e concretezza un sentimento condiviso dalla Figc e che sempre più va diffondendosi dentro e fuori il mondo dello sport e naturalmente nel mondo del calcio, a tutti i livelli. È fondamentale per la stabilità dell'intero sistema calcio che la Lega di Serie A riprenda un forte impegno propositivo e operativo finalizzato alla tutela e alla rappresentanza di interessi generali, fondamentali per la crescita delle stesse società professionistiche di vertice".
Fonte: gazzetta.it
LA CONFERENZA DI AGNELLI — La Juventus ha indetto una conferenza stampa del suo presidente Andrea Agnelli: "Come presidente della Juventus devo tutelare il club il più possibile. Oggi Petrucci ha invitato tutti a tutelare il mondo dello sport e a rispettare le regole. La Juventus lo ha sempre fatto, ma una serie di avvenimenti accaduti dal maggio 2010 non possono essere ignorati". Agnelli ripercorre le tappe, a partire dall'esposto del 2010: "Per quattordici mesi non abbiamo avuto risposta, dopo altri otto mesi arriva la relazione di Palazzi, casualmente poco tempo dopo la scadenza dei termini per la prescrizione". E sul futuro: "Facciamo tuti insieme un passo avanti, anche con il nuovo ministro: costituiamo un tavolo politico che riveda tutti i fatti dal 2006 e che faccia confluire tutti gli sforzi per dare un futuro allo sport e al calcio di alto livello: leggi sugli impianti sportivi, riforma del codice di Giustizia Sportiva, revisione della Legge Melandri. Ad alto livello il calcio è un business da centinaia di milioni di euro che ha bisogno di leggi adeguate".
LA RISPOSTA DI PETRUCCI — E Gianni Petrucci risponde in breve tempo al presidente juventino, non chiudendo al tavolo ma sottolinenando l'importanza dei toni rilassati di Agnelli: " Ho accolto con piacere le dichiarazioni distensive di Andrea Agnelli. Prendo atto di quello che ha chiesto, ma certamente questo tono facilita questi incontri. Spero che da domani in Lega si continui su questo tono, mi auguro sia un primo atto di disgelo. Mi auguro che quando si farà questo tavolo si agirà e si organizzerà il tutto seguendo le regole del buonsenso. Sono pronto al dialogo, voglio pensare al futuro, prendiamo per buona la giornata di oggi che si è chiusa in positivo. Chi ci sarà al tavolo? È una richiesta che è arrivata adesso, fatemi pensare, non sono un fenomeno". E sulla data del tavolo: "Spero nel più breve tempo possibile"
LA GIUSTIZIA SPORTIVA — In realtà una prima parola "fine" su Calciopoli è stata messa, e riguarda l'iter del processo sportivo. La dichiarazione di incompetenza del Tnas, Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport, chiude definitivamente l'iter dei ricorsi nella giustizia sportiva. La richiesta della Juventus non è "materia arbitrabile" per il Collegio arbitrale, che rimanda la palla verso l'Alta Corte di Giustizia presso il Coni. Una via che la Juventus aveva inizialmente scartato e che ora non è più percorribile, essendo scaduti i termini per il ricorso.
LA GIUSTIZIA ORDINARIA — Resta quindi solo la via della Giustizia ordinaria, imboccata lunedì dal club di Corso Galileo Ferraris con la richiesta danni alla Figc per "disparità di trattamento e le illecite condotte che l'hanno generata", valutando in 444 milioni di euro le perdite "per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese". Andrea Agnelli ha specificato di volere "una verifica degli atti di Calciopoli", il presidente federale Abete ha risposto duramente: "I danneggiati siamo noi, le sentenze sportive e penali in primo grado lo dimostrano".
PETRUCCI NON CI STA — Nella mattinata di oggi si era segnalata la dura presa di posizione del presidente del Coni Gianni Petrucci: "Io non ci sto a quello che sta accadendo nel mondo del calcio di vertice che è malato di doping legale. Il calcio di vertice sarà commissariato dalla pubblica opinione se continua così. Parlo di una parte del calcio di vertice, parlo di quelli che credono di essere furbi". L'atto di accusa di Petrucci continua: "Io non ce l'ho con gli avvocati, ma oggi cercano di far sì che tutto sia possibile. Siamo in mano a troppi avvocati. Non dico che non abbiamo diritto di appellarci ai tribunali, ma credo che stiamo superando tutti i gradi del giudizio sportivo". E sulla Juve: "Che senso ha andare avanti? Fare un passo indietro vuol dire farne due avanti. Dopo quest'ultima sentenza (del Tnas, ndr), a chi porta vantaggi proseguire? Chi ha più intelligenza la metta al servizio degli altri: il mio è un appello, ma forse gli appelli non servono più".
ABETE: "PIÙ CALCIO GIOCATO" — Il presidente della Figc Abete ha poi ribadito il suo parere oggi: "Bisogna rafforzare la dimensione dello sport giocato rispetto allo sport nelle aule dei tribunali: il presidente Petrucci ha interpretato con efficacia e concretezza un sentimento condiviso dalla Figc e che sempre più va diffondendosi dentro e fuori il mondo dello sport e naturalmente nel mondo del calcio, a tutti i livelli. È fondamentale per la stabilità dell'intero sistema calcio che la Lega di Serie A riprenda un forte impegno propositivo e operativo finalizzato alla tutela e alla rappresentanza di interessi generali, fondamentali per la crescita delle stesse società professionistiche di vertice".
Fonte: gazzetta.it