Guardiola assegna i suoi premi "I migliori? Messi e Mourinho"

LoLLoPoWa

Utente Esperto
Autore del topic
5 Agosto 2010
1.226
58
Miglior risposta
0
A sorpresa, in un convegno a Valencia Pep indica il rivale madridista quale miglior allenatore in circolazione
Che lo pensi davvero o abbia soltanto voluto compiere un gesto di cortesia non è dato saperlo: sta di fatto che Pep Guardiola, davanti ai microfoni, ha indicato José Mourinho quale miglior allenatore del mondo. Il tecnico del Barcellona pluricampione d'Europa, dunque, ha scelto di omaggiare il rivale madridista, con il quale durante la scorsa stagione aveva raggiunto momenti di alta tensione verbale. Tra i giocatori, invece, Guardiola ha scelto Leo Messi, senza indugio: "Non vedo un altro come lui", ha dichiarato in una conversazione pubblica al Palau de la Musica di Valencia.


Josep Guardiola, 40 anni. Reuters

L'ESEMPIO — Ma Pep non si è limitato a scegliere i suoi personalissimi "awards", approfittando dell'occasione per rendere merito agli elementi che, da anni, fanno grande la rosa blaugrana: "Dove li trovo giocatori così? Gente che va in visibilio quando è sul campo. A Hospitalet, un paese piccolino, Xavi, Iniesta, Fabregas e Villa hanno corso all’ultimo respiro. Adesso quando un atleta mi dirà che è stanco, gli farò notare: 'Guarda quelli. Hanno tutto... soldi, donne, titoli... eppure vanno a mille'. Ho inserito cinque ragazzi della seconda squadra perché vedessero cosa significa competere".

LA SINDROME — Guardiola ha escluso di poter allenare un'altra squadra spagnola, almeno per ora, mentre ha reso omaggio ai campionati inglese, tedesco, francese. "Da allenatore – ha aggiunto – si soffre molto: ansia, pressione, perfino la sindrome di Stendhal e le vertigini di fronte alla tua stessa creazione. Dove troverò un posto come questo e giocatori come questi? E poi, la felicità non te la danno i titoli. A 25 anni volevo fare l’allenatore, mentre adesso non vedo l’ora di andarmene a casa... So che un giorno mi stancherò di fare questo mestiere. Il massimo è poter essere io a stabilire quando andarmene, e al giorno d’oggi sono io che lo decido".

Gasport