L'ex campione di Tottenham e Lazio sulla via del recupero dopo i problemi di alcool e droga: "Ora penso a chi sta peggio di me e non mi lamento"
Paul Gascoigne oggi ha 44 anni. Afp
Non ha ancora raggiunto il mezzo secolo di vita (ha 44 anni), ma Paul Gascoigne può davvero dire di averne fatte di tutti i colori, in campo e fuori. E proprio i suoi eccessi, una volta appese le scarpette al chiodo nel 2004, sono quelli per i quali ha rischiato di pagare il prezzo più alto di tutti, come quella volta che non toccò acqua per ben 4 mesi, vivendo di whisky e cocaina, o quell’altra ancora quando si chiuse in una stanza d’albergo per 6 settimane con un vassoio pieno di polverina bianca, arrivando a tirarne 16 strisce al giorno. “Come ho potuto ridurmi in quello stato? E’ stata soprattutto la coca a farlo – ha raccontato Gazza in un’intervista a Piers Morgan per la trasmissione Life Stories su ITV: "Ho sempre vissuto solo per il calcio e quando ho smesso, mi alzavo la mattina e mi chiedevo “e ora cosa diavolo faccio?”. E la soluzione era bere in continuazione e farmi di coca, come quella volta che rimasi quattro mesi senza cibo né acqua e mi scolavo quattro bottiglie di whisky al giorno o quell’altra in cui mi blindai in hotel per 6 settimane, facendomi 6 strisce di coca al giorno. Ero andato completamente in confusione e facevo telefonate assurde come chiamare mio padre e dirgli: “Fai le valigie che andiamo a giocare a scacchi dai presidenti Clinton e Bush”. E ci credevo davvero”.
SOBRIO DA UN ANNO — La battaglia di Gascoigne con la bottiglia è vecchia di 15 anni, ma ora l’ex campione di Tottenham e Lazio sa che un altro drink potrebbe essergli fatale. Lo ha imparato nell’ultimo ciclo di rehab al Providence Projects Centre di Bournemouth, quello che, a suo dire, gli ha salvato la vita. “Lì ho imparato che posso fare cose molto più divertenti da sobrio che da ubriaco e so anche che se ricominciassi a bere, questa volta sarebbe l’ultima, perché finirei in una bara. Anche se preferirei essere cremato”.
Gascoigne alla presentazione alla Lazio nel 1992. Ansa
BRAVO RAGAZZO — Da un anno Gascoigne non si fa più un goccio e passa le sue giornate in palestra e a giocare a calcetto: che sia davvero salvo? “La differenza con le altre volte è che ora non dico “Non berrò più”, ma l’ho fatto e mettendomi sotto pressione, sono riuscito a smettere. Non mi alzo più pensando “che giorno di m….” e se ho una brutta giornata, penso alle mamme single o a quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e mi chiedo “di che cosa mi lamento?”. Finalmente ripulito da tutte le schifezze ingurgitate in anni di vita spericolata, ora Gazza dice di sentirsi pronto per l’amore, anche se l’ex moglie Sheryl continua ad avere un posto speciale nel suo cuore. “Ma devo andare avanti e mi piacerebbe risposarmi, in fondo sono un bravo ragazzo e pure carino e di buon cuore”.
Fonte: Gazzetta.it
Paul Gascoigne oggi ha 44 anni. Afp
Non ha ancora raggiunto il mezzo secolo di vita (ha 44 anni), ma Paul Gascoigne può davvero dire di averne fatte di tutti i colori, in campo e fuori. E proprio i suoi eccessi, una volta appese le scarpette al chiodo nel 2004, sono quelli per i quali ha rischiato di pagare il prezzo più alto di tutti, come quella volta che non toccò acqua per ben 4 mesi, vivendo di whisky e cocaina, o quell’altra ancora quando si chiuse in una stanza d’albergo per 6 settimane con un vassoio pieno di polverina bianca, arrivando a tirarne 16 strisce al giorno. “Come ho potuto ridurmi in quello stato? E’ stata soprattutto la coca a farlo – ha raccontato Gazza in un’intervista a Piers Morgan per la trasmissione Life Stories su ITV: "Ho sempre vissuto solo per il calcio e quando ho smesso, mi alzavo la mattina e mi chiedevo “e ora cosa diavolo faccio?”. E la soluzione era bere in continuazione e farmi di coca, come quella volta che rimasi quattro mesi senza cibo né acqua e mi scolavo quattro bottiglie di whisky al giorno o quell’altra in cui mi blindai in hotel per 6 settimane, facendomi 6 strisce di coca al giorno. Ero andato completamente in confusione e facevo telefonate assurde come chiamare mio padre e dirgli: “Fai le valigie che andiamo a giocare a scacchi dai presidenti Clinton e Bush”. E ci credevo davvero”.
SOBRIO DA UN ANNO — La battaglia di Gascoigne con la bottiglia è vecchia di 15 anni, ma ora l’ex campione di Tottenham e Lazio sa che un altro drink potrebbe essergli fatale. Lo ha imparato nell’ultimo ciclo di rehab al Providence Projects Centre di Bournemouth, quello che, a suo dire, gli ha salvato la vita. “Lì ho imparato che posso fare cose molto più divertenti da sobrio che da ubriaco e so anche che se ricominciassi a bere, questa volta sarebbe l’ultima, perché finirei in una bara. Anche se preferirei essere cremato”.
Gascoigne alla presentazione alla Lazio nel 1992. Ansa
BRAVO RAGAZZO — Da un anno Gascoigne non si fa più un goccio e passa le sue giornate in palestra e a giocare a calcetto: che sia davvero salvo? “La differenza con le altre volte è che ora non dico “Non berrò più”, ma l’ho fatto e mettendomi sotto pressione, sono riuscito a smettere. Non mi alzo più pensando “che giorno di m….” e se ho una brutta giornata, penso alle mamme single o a quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e mi chiedo “di che cosa mi lamento?”. Finalmente ripulito da tutte le schifezze ingurgitate in anni di vita spericolata, ora Gazza dice di sentirsi pronto per l’amore, anche se l’ex moglie Sheryl continua ad avere un posto speciale nel suo cuore. “Ma devo andare avanti e mi piacerebbe risposarmi, in fondo sono un bravo ragazzo e pure carino e di buon cuore”.
Fonte: Gazzetta.it