Olivier e Charlotte non ce l'hanno fatta "Erano fianco a fianco, legati alla roccia"

LoLLoPoWa

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5 Agosto 2010
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Sono morti i due alpinisti francesi dispersi da 7 giorni sulla Punta Walker, nel gruppo del Monte Bianco. I loro corpi sono stati ritrovati a 4025 metri di quota, sotto una roccia sul ripido. La guida aveva allestito un rudimentale posto di sosta. Freddo e fame hanno piegato la loro disperata resistenza
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Olivier Sourzac, guida alpina di 47 anni, e la sua cliente Charlotte Demetz, 44 anni, non ce l'hanno fatta. Le guide del soccorso alpino di Courmayeur hanno trovato i loro corpi senza vita a 4 mila metri di quota. Da 8 giorni i due alpinisti erano bloccati in quota dove li aveva sorpresi una bufera. Nell'ultima comunicazione telefonica, Olivier Sourzac aveva detto che stavano cercando riparo in una buca scavata nella neve. Claudio Gregori della Gazzetta dello Sport è ad Entreves (Courmayeur), nella centrale operativa che ha coordinato i soccorsi nella disperata e purtroppo vana lotta contro il tempo. Ecco i suoi aggiornamenti


ORE 14,30 Andrea Ortu, 33 anni, esperto in anestesia e rianimazione, è il sanitario del soccorso alpino che è intervenuto in parete constatando la morte dei due alpinisti: "Ho verificato la temperatura dei loro corpo - spiega -. Per queste operazioni si usa un termometro timpanico. Ho eseguito tutte le procedure del caso e non è stato semplice. I corpi erano in stato di congelamento, ma al momento non sono in grado di dire a quando risale la morte". Intanto un nuovo particolare: i corpi dei due alpinisti sono stati ritrovati a quota 4025 metri.

ORE 13,25 Daniele Ollier è una delle guide alpine che hanno ritrovato e recuperato i corpi dei due alpinisti francesi: "Li abbiamo trovati sulla roccia, ancora legati. Erano l'uno accanto all'altra, bene assicurati alla parete. Abbiamo fatto fatica a ritrovarli perchè la giacca a vento rossa della donna, che ha consentito l'avvistamento, era quasi completamente coperta dalla neve"

ORE 13,16 Alessandro Cortinovis è il capo delle guide alpine della Valle d'Aosta: "Li abbiamo trovati sotto un sasso, dove avevano cercato un riparo di fortuna. Erano in piena roccia, sul ripido, hanno subito vento e freddo, purtroppo hanno trovato condizioni estreme. Erano sulla via giusta per il ritorno in Val Ferret".


I corpi vengono trasportati all'obitorio. Afp
ORE 13,14 Oscar Taiola, capo delle guide di Courmayeur spiega le fasi del ritrovamento e del recupero dei corpi: "Stamattina nelle prime due missioni non avevamo visto nulla. L'elicottero francese invece ha notato una giacca a vento rossa: siamo subito ripartiti con due guide alpine e un medico. Abbiamo fatto fatica ad individuare i corpi, il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso"

ORE 13 I corpi dei due alpinisti sono sull'elicottero. Sono stati ritrovati a 4050 metri di quota, sotto un seracco della Punta Walker (e non Whymper), sulla via normale, già sul versante italiano. Era proprio quello il punto dal quale Olivier Sourzac aveva chiamato giovedì col cellulare. I due corpi erano sotto una roccia, sul ripido. Avevano cercato un rifugio di fortuna. La guida aveva allestito un rudimentale posto di sosta ed entrambi gli alpinisti erano ancora legati alla roccia. Probabilmente il freddo e la fame hanno vinto la loro disperata resistenza

ORE 12,52 L'elicottero del soccorso è atterrato ad Entreves. A bordo ci sarebbero anche i corpi dei due alpinisti morti

ORE 12,35 I corpi dei due alpinisti sono stati trovati a 4 mila metri d'altezza sulle rocce vicino al Seracco Whymper. La prima ipotesi dei soccorritori è che i due alpinisti, usciti dal rifugio ricavato in una buca nella neve abbiano tentato una disperata discesa lungo la via normale

Ore 12,24 I due alpinisti sono morti

ORE 12,22 Secondo quanto riferisce l'Ansa, i soccorritori dell'elicottero francese hanno visto i corpi dei due alpinisti individuati sulle Grandes Jorasses, sono "immobili" in mezzo alle rocce. Al passaggio dell'elicottero non hanno effettuato alcun movimento. Non si sa ancora se i due siano morti o privi di sensi. Sono stati individuati grazie al giaccone rosso di uno dei due.

ORE 12,21 Nuovo bollettino di Oscar Taiola, capo delle guide di Courmayeur: "Il nostro elicottero è rientrato alla base alle 12,07 e sta facendo rifornimento di carburante. Tre nostri uomini sono sulla Grandes Jorasse e stanno perlustrando la zona. Al momento non possiamo dire di più". Abbiamo visto che a bordo dell'elicottero, oltre ai piloti, c'era ancora il medico. Sul ghiacciaio sono stati calati solo le guide alpine

ORE 11,58 Ricordiamo che i due alpinisti sono Olivier Sourzac, 47 anni, guida alpina francese di Chamonix e la sua cliente Charlotte Demetz, esperta escursionista di 44 anni, residente a Fontainebleau, vicino a Parigi: sono bloccati da giovedi scorso sulle Grandes Jorasses, le difficili montagne nella parte settentrionale italiana del massiccio del Monte Bianco, a 4.050 metri di quota, dove una bufera li ha costretti a ripararsi in una buca nella neve mentre stavano scendendo sulla cresta orientale Des Hirondelles per salire sulla parete Walker.

ORE 11,55 L'attesa è febbrile. Le speranze sono ridotte. Si attendono notizie dall'elicottero che sta sorvolando Punta Walker

ORE 11,45 Oscar Taiola, capo delle guide di Courmayeur, chiama attorno a sè i giornalisti presenti nella base di Entreves: "Abbiamo individuato qualcosa ma per il momento non possiamo dire di più". Dietro l'ufficialità delle parola, sembrerebbe chiara la conferma dell'avvistamento di due corpi


I piloti dell'elicottero francese a colloqui con gli agenti della gendarmeria. Afp
ORE 11,35 Secondo le concitate indiscrezioni, due corpi sarebbero stati individuati sulla Punta Walker a quota 4100 metri. Le notizie sono ancora frammentarie. Non si sa se siano vivi o morti. Alla base di Entreves sono arrivati anche i carabinieri e le unità cinofile. Il cane lupo Upy fiuta l'aria, guarda in alto; anche lui è pronto a decollare

ORE 11,25 L'elicottero italiano è decollato in questo momento da Entreves. A bordo, oltre ai due piloti, ci sono le guide alpine Daniele Ollier e Dario Brocheler: sono saliti con i ramponi già ai piedi, probabilmente verranno calati col verricello sul ghiacciaio. In elicottero è salito anche il dottor Andrea Portu, specialista in anestesia e rianimazione

ORE 11,15 L'elicottero francese, un EC 145 della Eurocopter, è rientrato a Chamonix dopo 45' di perlustrazione in quota. "Non abbiamo visto nulla", ha dichiarato via radio il pilota. Ad Entreves c'è una schiarita, subito è movimento attorno all'elicottero italiano. Tra l'altro si è saputo che stamattina, il rientro dalla seconda missione è stato piuttosto agitato: il forte vento ha infatti costretto il pilota a deviare dal tragitto previsto cercando una via di rientro dal Mont de la Saxe. Questo per far capire che le condizioni di lavoro sono tutt'altro che facili.

ORE 11,09 L'elicottero francese, partito da Chamonix, sta perlustrando da oltre un'ora la zona della Punta Walker dove si suppone si trovino i due alpinisti. L'elicottero del soccorso italiano è sempre bloccato ad Entreves dalle brutte condizioni atmosferiche

ORE 10.30 Tutto tace, per ora nessuna traccia dei due alpinisti

ORE 10 Condizioni meteo migliori dal versante francese. Da Chamonix è decollato un elicottero, a bordo una telecamera termica a raggi infrarossi che permetterà di evidenziare la presenza di corpi caldi sotto la neve. Ovviamente, drammaticamente, ciò può avvenire solo se i due alpinisti sono ancora vivi.


L'equipaggio dell'elisoccorso pronto al decollo. Ansa
ORE 9,47 Brutte notizie. L'elicottero si è trovato investito da un secondo strato di nuvole in quota, il pilota per ragioni di sicurezza è rientrato alla base. In alto c'è molto vento e le nuvole corrono veloci. Ora pilota ed equipaggio stanno scutando il cielo pronti a ripartire

ORE 9,38 E' in corso la ricognizione aerea. Per ora c'è una forte circolazione di vento e nuvole

ORE 9,30 Le Alpi - e in particolare il massiccio del Monte Bianco - sono state teatro di salvataggi estremi nell'ultimo decennio. Operazioni che lasciano ancora qualche speranza di ritrovare vivi i due alpinisti dispersi. Nel gennaio 1999 - ricapitola l'agenzia Ansa, uno scalatore britannico fu tratto in salvo dopo che era rimasto bloccato per sei giorni nei pressi della cima delle Droites, a circa 4.000 metri di quota, sul Monte Bianco. Il compagno era morto per ipotermia e lui subì vari amputazioni a mani e piedi per i congelamenti riportati. Poche settimane più tardi tre escursionisti francesi, dispersi a 3.000 metri nella Vanoise, furono ritrovati sani e salvi dopo che avevano trascorso 10 giorni in una buca scavata nella neve. Il 23 febbraio 2002 l'alpinista francese Lionel Daudet è stato recuperato dopo che aveva passato nove giorni bloccato sulla parete nord del Cervino, riparandosi in una grotta di ghiaccio (a seguito dei congelamenti gli vennero amputate otto dita). Nel febbraio 2003 quattro snowboarder francesi furono ritrovati vivi dopo tre notti in un igloo di fortuna a 2.150 metri di quota sul Mont Rosset, in Savoia. Il 22 agosto 2004 ad essere salvati, dopo sei giorni in un crepaccio a 3.600 metri di altitudine sul Piza Pala (Svizzera), furono due alpinisti tedeschi. Ancora: il 4 agosto 2005 sei scalatori - tre tedeschi e tre spagnoli - furono salvati dopo tre giorni e due notti all'addiaccio sulle Grandes Jorasses. Infine, il 29 gennaio 2006 una guida alpina francese fu tratta in salvo sullo sperone Croz delle Grandes Jorasses dopo che aveva trascorso quattro giorni a 3.900 metri di altitudine con temperature fino a meno 20 gradi. Oltre al celebre salvataggio di Walter Bonatti sul pilone centrale del Freney nel 1961 (quattro giorni in parete in mezzo alla bufera che costarono la vita a quattro dei sette membri della spedizione), un altro celebre scalatore - il francese Rene Desmaison - fu protagonista di un eccezionale recupero sulle Grandes Jorasses nel 1971 dopo aver trascorso 14 giorni in alta quota, con temperature fino a meno 30 gradi, e aver perso il compagno di cordata, morto per congelamento.



L'elicottero dell'elisoccorso. Ansa
ORE 9,09 Dopo essere rientrato alla base, l'elicottero è ripartito verso Punta Walker, sulle Grandes Jorasses. A bordo il pilota Giancarlo Farinetti, il tecnico di volo Alberto Boglietti e le due guide alpine Brocherel e Ollier. Faranno una ricognizione aerea su tutta la cresta della Punta alla ricerca del possibile rifugio dei due dispersi. Poi rientreranno, e sull'elicottero salirà anche il medico rianimatore

ORE 9,05 Dalla Francia sono in azione tre squadre di soccorritori. Due sono già pronte ai rifugi Boccalatte e Gervasutti, la terza risalità dalla dorsale francese del Bianco


ORE 9 Giancarlo Farinetti comunica che in quota la visibilità è ottima. Dopo questo primo sopralluogo, il comandante sta rientrando alla base di Entreves per alleggerire l'elicottero: poi partirà immediatamente la missione di soccorso vera e propria. A bordo dell'elicottero 2 guide alpine ed un medico rianimatore (leggi sotto i dettagli di come avvengono operazioni di questo tipo).

ORE 8,53 Squarcio di sole improvviso. L'elicottero del soccorso alpino è partito in direzione Punta Walker

ORE 8,50 Stamattina presto per qualche minuto si è intravista Punta Walker. lassù, a 4000 metri, sono intrappolati da 7 giorni i due alpinisti francesi. La visione però è durata poco, le nuvole veloci hanno subito coperto il cielo

RIPROPONIAMO GLI AGGIORNAMENTI DATI IERI, NELLA GIORNATA DI MARTEDI'


MARTEDI' ORE 17,58 "COSI' SI VIVE UNA NOTTE AL BIVACCO ESTREMO" Andrea Mellano, accademico del CAI, che nel 1958 aprì una via sulla Punta Young, una delle sei cime delle Grandes Jorasses, ci racconta come si vive l’avventura estrema di un bivacco nella neve: "Ho fatto quest’esperienza sulla Nord del Cervino nel 1963. Ero con tre compagni: Romano Perego, Giovanni Brignolo e Giuseppe Castelli. Siamo stati investiti dalla tormenta in piena parete. I fiocchi di neve mulinavano attorno a noi e pungevano come aghi. Siamo rimasti in piedi o accosciati per tre notti, legati dalle corde alla roccia. La parete non aveva posti di bivacco. I due francesi, se davvero sono riusciti a trovare un riparo nella neve, dovrebbero avere una situazione molto migliore come spazio: in un riparo di neve puoi stare anche a 0 gradi, un temperatura che esclude il rischio di congelamenti. Noi, in piena bufera, dovevamo affrontare una temperatura di -10. Castelli ha riportato congelamenti ai piedi che hanno richiesto l’amputazione delle dita. In quelle situazioni estreme abbiamo cercato di evitare lo scoraggiamento. Dovevamo combattere il gelo, muovendoci o battendo i piedi con la piccozza. Non era la fame il problema più grande, ma il freddo e la sete. Il pericolo più grande, infatti, è la disidratazione. Se i due francesi hanno il fornelletto, come si dice, possono sciogliere la neve. Questo aumenta le loro possibilità di sopravvivenza e la nostra speranza".

ORE 17,50 PREVISIONE METEO PER MERCOLEDI' Il tempo volge al bello. Finalmente, dopo sei giorni di tempo infame, le previsioni meteorologiche indicano schiarite nella mattinata di domani. Non si prevede vento forte. "Dovrebbe essere la giornata buona per il salvataggio con l’elicottero", dichiara Alessandro Cortinovis, capo del Soccorso Alpino della Val d’Aosta, che ci spiega come avverrà la ricerca. "La ricerca dei due alpinisti dispersi avverrà in due fasi: la prima sarà aerea dall’elicottero. Se si riuscirà ad individuale i due, scatterà l’operazione di soccorso. Se la ricognizione aerea non darà esito, partirà la seconda fase, che si svolgerà a piedi nella neve. Le guide saranno calate col verricello dall’elicottero e incominceranno una ricerca difficile su tutta la fascia della montagna. Olivier Sopurzac ci ha dato una quota di 4050, ma noi esploreremo la fascia compresa tra i 3800 e i 4100 metri di quota, il campo di oscillazione possibile per le variazioni dell’altimetro legate ai cambiamenti di pressione".


Una foto d'archivio di Olivier Sourzac, la guida bloccata sul bianco con un' altra alpinista francese
ORE 17,05 L’elicottero del Soccorso Alpino non effettuerà altri voli oggi, nel tentativo di salvare i due alpinisti francesi bloccati sotto la Punta Walker, sul versante italiano delle Grandes Jorasses. Il cielo si è chiuso. La visibilità non consente l’operazione di salvataggio. Tutto è rimandato a domani. Le Grandes Jorasses sono formate da sei punte, disposte su una cresta che si sviluppa su circa un chilometro: la Punta Walker (4208) è la più alta. Il versante francese delle Grandes Jorasses presenta una formidabile parete nord, mentre il versante italiano che dà verso la Val Ferret è più facile. La parete Nord della Punta Walker fu scalata per la prima volta da Riccardo Cassin, in tre giorni, dal 4 al 6 agosto 1938: Cassin guidò una cordata italiana di cui facevano parte Luigi Esposito e Ugo Tizzoni. I due alpinisti francesi – la guida Olivier Sourzac, 47 anni, e la sua cliente Charlotte Demetz, 44 anni – sono saliti sulla Punta Walker dal “Linceuil”, Il Lenzuolo, un trapezio di ghiaccio verticale. La bufera li ha costretti a fermarsi mentfre cercavano di scendere verso il rifugio Boccalatte, sul versante italiano, lungo la via normale. Un percorso che presenta il grande pericolo delle valanghe. Per i due alpinisti si tratta del settimo bivacco notturno sulle Grandes Jorasses, in condizioni difficili: in cima ci sono 80 centimetri di neve fresca, un vento di 50 km/h e di notte il termometro scende a -20.

ORE 17 Alberto Boglietti, 43, è il tecnico di volo, l’uomo che dall’elicottero compie le manovre col verricello, un cavo d’acciaio, lunga 80 metri, ci spiega il suo lavoro: "L’elicottero si mette fermo in “overing” sopra il punto dove ci sono gli alpinisti in difficoltà. Primi a scendere sono le due guide, con l’imbragatura e legate al gancio. Io aggancio la guida e la calo sul punto. Ci vogliono 40 secondi per l’operazione, in buone condizioni. Le guide mettono in sicurezza il luogo. Poi si cala il medico. Il medico interviene per i primi soccorsi. Poi l’infortunato viene posto sulla barella vericellabile. La barella viene sollevata, mentre l’infortunato è assistito da una guida. Si tira su anche il medico e la seconda guida. Poi si vola via. In 5-6 minuti si può fare l’intera operazione"

ORE 16,25 Il buio sta calando sul Bianco. E le nubi non danno tregua


Un elicottero in azione
ORE 16,18 La dottoressa Sara Calligaro, 34 anni, specialista in anestesia e rianimazione, è il sanitario pronto a decollare con l'elicottero del soccorso. Ci spiega qual è il suo lavoro in casi simili: "Una volta localizzati gli alpinisti in difficoltà, vengo calata con un verricello dall'elicottero insieme a due guide alpine. La mia prima preoccupazione è valutare le condizioni dei pazienti. Se posso lavora in condizioni di sicurezza e in caso di traumi, si provvede subito ad applicare un collare cervicale e un asse spinale per immobilizzare la colonna vertebrale. Se le condizioni sono proibitive, si procede subito ad una operazione salavavita, si trasporta il ferito sull'elicottero attrezzato dove poi si interviene con le altre operazioni descritte. Nel caso specifico di questi alpinisti francei, dopo 7 giorni bisognerà prima di tutto idratarli con infusione di liquidi per via endovenosa. Poi si cercherà di riscaldarli con coperte termiche e di assisterli con l'ossigeno. Infine il trasporto più veloce possibile all'ospedale di Aosta"



L'elicottero del soccorso pronto al decollo
ORE 16,05 Le Grandes Jorasses restano attualmente coperta da fitte nubi con oltre un metro di neve fresca che sta provocando diverse valanghe spontanee

ORE 16 I soccorritori italiani e quelli francesi, che lavorano dall'altro versante, vorrebbero lanciare sulla zona in cui si presume si siano rifugiati i due alpinisti alcuni sacchi che contengono sacchi a pelo, tende, barrette energetiche e bevande calde che dovrebbero consentire loro di sopravvivere per i prossimi giorni anche se, con il passare del tempo la situazione si fa sempre più critica.

ORE 15,50 Giancarlo Farinelli, il pilota dell'elicottero dei soccorsi, spiega i problemi che si incontrano in una simile operazione di salvataggio. "Il primo problema è la visibilità. Le nuvole sono in continuo movimento e l'elicottero deve essere pronto a togliersi via prima di essere circondate dalle nubi stesse che viaggiano a circa 50 all'ora. Il secondo problema è il vento: i venti prevalenti sulla Grandes Jorasses sono da Nord-Ovest e sul versante italiano sono venti di caduta, ovvero tendono a buttarti giù. Il terzo problema lo si incontra nelle fase del salvataggio vero e propria: la neve fresca sollevate dalle pale dell'elicottero quando si sfiorano col velivolo ghiaccio e rocce toglie visibilità, rendendo tutto più pericoloso. E' una fase critica"



Un elicottero cerca il varco tra le nuvole sul Bianco. Afp
ORE 15,40 In quota, sulla Punta Walker, ci sono circa 80 centimetri di neve fresca: nell'ultimo contatto telefonico prima che le batterie del cellulare si scaricassero, la guida francese ha detto che stava cercando una buca nella neve sotto cornice, al riparo dal vento. E' quindi quasi certo che i due alpinisti si siano rintanati in una specie di rifugio naturale. Con loro hanno un telo da bivacco ed anche un fornelletto da campo. In queste condizioni, nella buca potrebbe esserci una temperatuira di zero gradi, e ciò aumenterebbe le possibilità di sopravvivenza

ORE 15,35 Ci si interroga sulle possibilità di salvezza dei due alpinisti francesi bloccati a 4050 metri sulla Punta Walker. Il grande pericolo, come dicevamo, è l'ipotermia, cioè il freddo. Durante la ricognizione è stato calcolato un vento di 25 nodi, pari a quasi 50 km/h. Allo scoperto, con quel vento e a -10, le possibilità di sopravvivenza sono molto ridotte

ORE 15,32 Nella base di Entreves si scruta il cielo. L'elicotterò è sempre pronto al decollo. Vi ricordiamo chi sono i due alpinisti bloccati a 4000 metri sulla Punta Walker: Olivier Sourzac, 47 anni, guida alpina francese di Chamonix e per la sua cliente Charlotte Demetz, esperta escursionista di 44 anni, residente a Fontainebleau. Giovedì sono stati sorpresi da una bufera mentre stavano scendendo sulla cresta orientale Des Hirondelles per salire sulla parete Walker.

ORE 15,19 Una finestra di bel tempo è prevista per le prossime ore sul lato francese: potrebbe essere utile per calare sacchi di sopravvivenza nella zona dove si presume si siano rifugiati i due alpinisti

ORE 15,17 Un analogo tentativo era stato compiuto alle 13 circa di oggi dal mezzo del soccorso alpino della gendarmeria di Chamonix (Francia), ma la scarsa visibilità aveva fatto fallire anche quella missione

ORE 15,09 Olivier Sourzac e Charlotte Demetz sono alpinisti esperti e di buon valore tecnico. L'esperienza gioca un ruolo importante a loro favore, ma l'ipotermia e la mancanza di alimentazioni sono nemici tremendi

ORE 15 Dopo un breve sorvolo delle Grandes Jorasses, l'elicottero Agusta 139 del Soccorso alpino valdostano è atterrato all'eliporto di Courmayeur. Forti raffiche di vento hanno impedito al velivolo di avvicinarsi alla parete in cui si potrebbero trovare i due alpinisti dispersi. Un analogo tentativo era stato compiuto alle 13 circa di oggi dal mezzo del soccorso alpino della gendarmeria di Chamonix (Francia), ma la scarsa visibilità aveva fatto fallire la missione.

ORE 14,30 Uno squarcio di sole è comparso ha rotto all'improvviso l'ombrello di nubi. Un elicottero è subito partito da Aosta, a bordo una dottoressa esperta in rianimazione e due guide alpine



Fonte: Gazzetta.it
 
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