- 20 Novembre 2011
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Due ore dopo un'altra scossa di 8,2 Richter. Allerta in 26 Paesi fino in Tanzania e Kenya..
Il quadrato rosso indica l'epicentro della prima scossa delle 10,38

Il quadrato rosso indica l'epicentro della prima scossa delle 10,38
MILANO - Due forti scosse di terremoto sono avvenute mercoledì nell'oceano Indiano al largo della costa sud-occidentale di Sumatra. La prima di 8,6 gradi della scala Richter è stata registrata alle 10,38 (tutti gli orari sono riportati in ora italiana), la seconda di 8,2 gradi un po' più a nord alle 12,43. Onde anomale di circa un metro si sono abbattute sulle a Meulaboh, in Indonesia, la città più vicina all'epicentro, e sull'isola Nias. Un allarme tsunami è stato lanciato per ben 26 Paesi, dall'Indonesia fino alle coste africane di Tanzania e Kenia, ma verso le 15 il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha reso noto che l'allarme è rientrato, con l'avvertenza però di non abbassare la guardia per la possibilità di forti correnti locali.
Nell'isola di Simeulue, sempre in Indonesia, il mare è arretrato di circa 10 metri, lo hanno riferito alcuni testimoni alla Reuters.
Il sisma in Indonesia





MOVIMENTI ORIZZONTALI - Le scosse sono avvenute più o meno nella stessa zona dove avvenne il grande terremoto di 9,1 gradi del 26 dicembre 2004 che, con il seguente tsunami, provocò quasi 228 mila vittime. Anche in questo caso le onde sismiche sono state avvertite in tutto il sud-est asiatico: dall'India a Singapore. L'epicentro della prima scossa è stato localizzato a circa 33 km di profondità, il secondo è stato più superficiale (16,4 km). Le scosse sono avvenute lungo la linea di contatto che segna la subduzione della placca indo-australiana sotto quella asiatica. Secondo gli esperti, nella prima scossa la componente orizzontale dello spostamento è risultata maggiore di quella verticale, a differenza di quanto avvenne nel 2004.
IL PERICOLO - Onde anomale di bassa intensità si sono abbattute anche sulle spiagge di Banda Aceh, che venne devastata dal maremoto di Santo Stefano 2004, e Simeulue - isola colpita da un altro forte sisma (8,6) il 28 marzo 2005 che fece oltre 1.300 morti. Le notizie giunte da quelle zone parlano di scene di panico tra la popolazione per il terremoto, ma non segnalano danni rilevanti. La componente orizzontale dello spostamento connessa al movimento delle placche tettoniche ha infatti limitato secondo gli esperti la generazione di un'onda distruttiva nella colonna d'acqua sovrastante l'epicentro. Lo stesso Centro di allerta tsunami del Pacifico, a circa due ore dalla scossa, ha reso noto che le boe oceaniche d'altura che misurano le onde anomale - dislocate dopo il 2004 - hanno riscontrato una differenza verticale di 35 centimetri dalla cima dell'onda al cavo più basso, pari quindi a un'altezza massima dell'onda di 17 cm sul livello medio del mare. Non sufficiente quindi a generare un maremoto devastante, però si tratta di una misurazione effettuata al largo mentre è noto che l'altezza delle onde aumenta in prossimità della costa. In alcune baie quindi può essere arrivata un'onda considerevole.
ALLARMI - Per precauzione la Thailandia ha ordinato alle popolazioni che vivono sulle coste del mar delle Andamane di rifugiarsi sulle alture in luoghi sicuri e l'aeroporto di Phuket è stato chiuso. L'India ha lanciato un allarme tsunami per le vicine isole Nicobare e Andamane e per le coste sulla terraferma: a Chennai (ex Madras) il porto è stato chiuso in previsione dell'arrivo di onde anomale. Per precauzione era stata chiusa anche la centrale nucleare di Kalpakaam. Prima di ritirare l'allarme, nelle zone costiere indiane la polizia con i megafoni ha avvertito le persone di allontanarsi dal mare. Allerta anche in Sri Lanka: le autorità hanno interrotto l'erogazione dell'elettricità e fermato i treni lungo tutta la costa. Le autorità di Mauritius, anche dopo il rientro dell'allarme, hanno sconsigliato di avventurarsi in mare.
IL PRESIDENTE TRANQUILLIZZA - Il presidente indonesiano, Susilo Bambang Yudhoyono, ha tranquillizzato i suoi concittadini. Mentre si trovava in una conferenza stampa congiunta con il premier britannico David Cameron in visita in Indonesia, ha riferito che «a Banda Aceh non ci sono al momento notizie di danni o di onde distruttive, ma l'allarme rimane in vigore. La situazione è sotto controllo, c'è stato solo un po' di panico e la gente si è rifugiata in luoghi elevati». Il presidente ha aggiunto che ha dato ordine di inviare subito squadre di soccorso nella provincia di Banda Aceh.
Fonte consultata: corrieredellasera.it