ROMA - Il St. James Park, lo storico stadio del Newcastle, cambia nome e diventa lo 'Sports Direct Arena'. Un brutto colpo per i tifosi dei 'magpies' e per tutti quei tifosi ed appassionati amanti della tradizione. Il nome di uno stadio, infatti, è spesso legato a un ex calciatore o presidente che ha rappresentato la storia del club a cui appartiene o che utilizza l'impianto. Ma nell'epoca della sponsorizzazione globale è ormai un'abitudine che molti impianti prendano il nome dell'azienda che ne ha finanziato la realizzazione o la ristrutturazione. In Inghilterra, ad esempio, il nuovo stadio dell'Arsenal si chiama 'Emirates Stadium', così come l'impianto del Bayern Monaco è l'Allianz Arena'.
LO STADIO MERENDINA - A volte, però, i nomi degli stadi possono sfiorare il ridicolo, come accade in America, patria delle sponsorizzazioni ovunque e dovunque. Così negli Stati Uniti possiamo trovare vere e proprie chicche come il 'Pizza Hut Park' (A Frisco in Texas, capacità 21.193 spettatori), il Dunkin' Donuts Center (Providence, Rhode Island, capacità 13.106 spettatori) o il 'Kentucky Fried Chicken Yum! Center' (Louisville, Kentucky, capacità 22,090 spettatori), solo per restare ad impianti sponsorizzati da grandi catene dell'alimentazione. Ma esistono anche stadi che prendono il nome da sponsor meno noti, almeno a livello internazionale. La città di Corpus Christi (sì, anche le città in America in quanto a nomi non scherzano) ospita, ad esempio, il 'Whataburger Field' (Lo stadio 'Che Hamburger'!). Come se l'Olimpico di Roma fosse rinominato il 'Che Amatriciana Arena'. Ma anche in Inghilterra, più precisamente a York, il nuovo che avanza ha fatto i suoi danni. E lo stadio locale, fino al 2010, in virtù dell'accordo di sponsorizzazione, è stato il 'Kit Kat Crescent'. La speranza, a questo punto, è che in Italia non si arrivi ad avere lo 'Stadio Merendina in S. Siro'.
Fonte: gazzetta.it
LO STADIO MERENDINA - A volte, però, i nomi degli stadi possono sfiorare il ridicolo, come accade in America, patria delle sponsorizzazioni ovunque e dovunque. Così negli Stati Uniti possiamo trovare vere e proprie chicche come il 'Pizza Hut Park' (A Frisco in Texas, capacità 21.193 spettatori), il Dunkin' Donuts Center (Providence, Rhode Island, capacità 13.106 spettatori) o il 'Kentucky Fried Chicken Yum! Center' (Louisville, Kentucky, capacità 22,090 spettatori), solo per restare ad impianti sponsorizzati da grandi catene dell'alimentazione. Ma esistono anche stadi che prendono il nome da sponsor meno noti, almeno a livello internazionale. La città di Corpus Christi (sì, anche le città in America in quanto a nomi non scherzano) ospita, ad esempio, il 'Whataburger Field' (Lo stadio 'Che Hamburger'!). Come se l'Olimpico di Roma fosse rinominato il 'Che Amatriciana Arena'. Ma anche in Inghilterra, più precisamente a York, il nuovo che avanza ha fatto i suoi danni. E lo stadio locale, fino al 2010, in virtù dell'accordo di sponsorizzazione, è stato il 'Kit Kat Crescent'. La speranza, a questo punto, è che in Italia non si arrivi ad avere lo 'Stadio Merendina in S. Siro'.
Fonte: gazzetta.it