Si gioca questa sera l'andata degli spareggi di qualificazione all'Europeo: Bosnia-Portogallo, Turchia-Croazia, Repubblica Ceca-Montenegro ed Estonia-Irlanda
Euro 2012, ci siamo. Con l'andata di questa sera, e il ritorno di martedì 15, si chiude il discorso qualificazioni, cominciato ad agosto 2010. Dodici le nazionali già qualificate: rimangono in gioco gli ultimi quattro posti.
Cristiano Ronaldo guida l'attacco dei portoghesi. Forte
BOSNIA-PORTOGALLO — Davide contro Golìa? Buttandola sul blasone, il paragone ci può stare. Ma la piccola nazionale balcanica non è poi piccola come sembra. Arrivata seconda, a un punto dalla Francia (1-1 allo Stade de France, nell'ultima - decisiva - partita), la Bosnia di Susic è ansiosa di vendicare il k.o. che la privò del Mondiale del 2010. Contro il Portogallo sarà un remake di quello spareggio. Susic alla vigilia ha messo le mani avanti, lamentando assenze per infortuni e squalifiche, e sottolineando oltremodo che i favoriti sono i lusitani: "Dovremmo fare due o tre gol all'andata per eliminarli, ma contro il Portogallo mi sembra complicato". Vero che a Zenica mancheranno Mujdza, Pandza e Papac (gli ultimi due, squalificati, ci saranno al ritorno), ma il potenziale offensivo dei bosniaci vanta nomi del calibro di Dzeko, Ibisevic e Misimovic, oltre al romanista Pjanic e al laziale Lulic a centrocampo. Il Portogallo ha invece deluso nel gironcino da cinque squadre, arrivando dietro alla Danimarca, dopo una partenza shock (pari con Cipro, k.o. con la Norvegia) e Paulo Bento non ha saputo creare il miglior clima nello spogliatoio. Dopo la lite con Carvalho, già fuori rosa, il c.t. ha ora escluso Bosingwa, ritenendolo "non in possesso dei requisiti necessari, compresi quelli emotivi e mentali". Rispetto all'ultima uscita rientrano però due pedine fondamentali: i due "madrileni" Pepe e Coentrao. E davanti ci sono Cristiano Ronaldo (5 gol in 6 partite di qualificazione), Nani e Danny. Unico "italiano" tra i convocati, il genoano Veloso.
Gazzetta TV
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Luka Modric, faro della Croazia. Reuters
TURCHIA-CROAZIA — Altra storia, altra rivincita. Anche qui, sono i balcanici a cercare vendetta. Il 20 giugno 2008 la Croazia di Bilic salutò l'Europeo, eliminata ai rigori dalla Turchia di Terim dopo aver pareggiato l'incontro nell'incredibile finale chiuso da un gol di Senturk al 122'. Oggi Bilic è ancora lì sulla panchina, mentre i turchi sono guidati da Guus Hiddink. Il tecnico olandese, dopo aver mancato la qualificazione a Sudafrica 2010 con la Russia, ci riprova. Arrivata dietro all'armata tedesca nel girone di qualificazione, la Turchia ritrova Altintop, Caner e Ozan, ma perde il talento del Real Madrid Nuri Sahin, appena rientrato dall'infortunio al ginocchio. Non spiccano grandi nomi, la maggior parte dei convocati gioca in squadre del campionato nazionale. Anche gli slavi, che si mangiano ancora le mani per la sconfitta decisiva con la Grecia che ha compromesso la qualificazione diretta, dovranno affrontare due defezioni importanti: mancheranno il centrale del Lione Lovren, perno della difesa di Bilic, infortunatosi nell'ultima gara di Champions e Kranjcar, massimo goleador della squadra nelle qualificazioni con quattro centri. Sono stati così richiamati i due del Bayern Monaco, Olic e Pranjic. Le speranze poggiano però soprattutto sulla fantasia di Luka Modric e sui gol di Eduardo.
Mirko Vucinic, speranza del Montenegro. LaPresse
REPUBBLICA CECA-MONTENEGRO — Anche in questo caso, la sfida tra grandi e piccini è solo apparente. Perché nel Montenegro, arrivato dietro all'Inghilterra nel gruppo H, ci sono giocatori del calibro di Vucinic e Jovetic. "Abbiamo sempre avuto grandi giocatori: un tempo c'erano Savicevic e Mijatovic, oggi ci sono loro", ha spiegato il c.t. Brnovic, che non si è nascosto, affermando di avere il 50% di possibilità di qualificarsi. Per la nazionale nata nel 2006, dopo la divisione dalla Serbia (avvenuta durante il Mondiale, mentre in Germania scendeva in campo la selezione di "Serbia e Montenegro") sarebbe la prima competizione ufficiale. Vucinic ha caricato i suoi: "Dobbiamo cogliere l'occasione: ora o mai più. Dobbiamo giocare queste due partite come se fossero le ultime della nostra carriera”. Contro la Repubblica Ceca, che ha più esperienza, ma non ha giocato una grande fase di qualificazione, l'occasione c'è tutta. Il c.t. Bilek è sollevato dal recupero di Peter Cech: il portiere si è fratturato il naso ma sarà comunque in campo, dovrebbe indossare una maschera protettiva, oltre al solito caschetto. Il tecnico si affiderà all'intramontabile Milan Baros e, ovviamente, a Thomas Rosicky. Tra le due squadre è il primo confronto in assoluto.
Giovanni Trapattoni, a caccia della qualificazione. Afp
ESTONIA-IRLANDA — Il quadro si chiude con il Trap, che ha chiuso con personalità il girone, dietro alla Russia, lasciandosi alle spalle l'arrembante Armenia. L'ultimo spareggio è però un triste ricordo per il tecnico di Cusano, che vide sfumare la qualificazione a Sudafrica 2010 per il gol irregolare su tocco di mano di Henry. Questa volta il sorteggio ha messo davanti ai verdi un avversario alla portata. Il Trap ha problemi in attacco: sarà privo dello squalificato Doyle, dell'infotunato Long e ha convocato Robbie Keane, anche se non al meglio, ma si è detto contento di giocare la prima partita in trasferta, a Tallin: "E' un bel vantaggio, ma gli avversari non vanno mai sottovalutati: se sono arrivati sin qui sono sicuramente dotati di qualità e di solidità mentale". L'Estonia, paese di poco più di un milione di abitanti, è arrivata dietro all'Italia e ha sfruttato il clamoroso suicidio della Serbia in Slovenia. Il tecnico Ruutli ha affermato che la sua squadra non è inferiore all'Irlanda e punta su nomi poco altisonanti. La stella è Kostantin Vassiljev, mentre in porta c'è l'esperto Pareiko, che ha invitato i suoi alla calma: "La loro qualità è indubbia, ma il carattere e la fortuna giocheranno un ruolo fondamentale". Nei due precenti tra le due nazionali, l'Irlanda ha vinto entrambe le partite per 2-0, durante la fase di qualificazione al Mondiale del 2002.
Emiliano Pozzoni
Euro 2012, ci siamo. Con l'andata di questa sera, e il ritorno di martedì 15, si chiude il discorso qualificazioni, cominciato ad agosto 2010. Dodici le nazionali già qualificate: rimangono in gioco gli ultimi quattro posti.
Cristiano Ronaldo guida l'attacco dei portoghesi. Forte
BOSNIA-PORTOGALLO — Davide contro Golìa? Buttandola sul blasone, il paragone ci può stare. Ma la piccola nazionale balcanica non è poi piccola come sembra. Arrivata seconda, a un punto dalla Francia (1-1 allo Stade de France, nell'ultima - decisiva - partita), la Bosnia di Susic è ansiosa di vendicare il k.o. che la privò del Mondiale del 2010. Contro il Portogallo sarà un remake di quello spareggio. Susic alla vigilia ha messo le mani avanti, lamentando assenze per infortuni e squalifiche, e sottolineando oltremodo che i favoriti sono i lusitani: "Dovremmo fare due o tre gol all'andata per eliminarli, ma contro il Portogallo mi sembra complicato". Vero che a Zenica mancheranno Mujdza, Pandza e Papac (gli ultimi due, squalificati, ci saranno al ritorno), ma il potenziale offensivo dei bosniaci vanta nomi del calibro di Dzeko, Ibisevic e Misimovic, oltre al romanista Pjanic e al laziale Lulic a centrocampo. Il Portogallo ha invece deluso nel gironcino da cinque squadre, arrivando dietro alla Danimarca, dopo una partenza shock (pari con Cipro, k.o. con la Norvegia) e Paulo Bento non ha saputo creare il miglior clima nello spogliatoio. Dopo la lite con Carvalho, già fuori rosa, il c.t. ha ora escluso Bosingwa, ritenendolo "non in possesso dei requisiti necessari, compresi quelli emotivi e mentali". Rispetto all'ultima uscita rientrano però due pedine fondamentali: i due "madrileni" Pepe e Coentrao. E davanti ci sono Cristiano Ronaldo (5 gol in 6 partite di qualificazione), Nani e Danny. Unico "italiano" tra i convocati, il genoano Veloso.
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Luka Modric, faro della Croazia. Reuters
TURCHIA-CROAZIA — Altra storia, altra rivincita. Anche qui, sono i balcanici a cercare vendetta. Il 20 giugno 2008 la Croazia di Bilic salutò l'Europeo, eliminata ai rigori dalla Turchia di Terim dopo aver pareggiato l'incontro nell'incredibile finale chiuso da un gol di Senturk al 122'. Oggi Bilic è ancora lì sulla panchina, mentre i turchi sono guidati da Guus Hiddink. Il tecnico olandese, dopo aver mancato la qualificazione a Sudafrica 2010 con la Russia, ci riprova. Arrivata dietro all'armata tedesca nel girone di qualificazione, la Turchia ritrova Altintop, Caner e Ozan, ma perde il talento del Real Madrid Nuri Sahin, appena rientrato dall'infortunio al ginocchio. Non spiccano grandi nomi, la maggior parte dei convocati gioca in squadre del campionato nazionale. Anche gli slavi, che si mangiano ancora le mani per la sconfitta decisiva con la Grecia che ha compromesso la qualificazione diretta, dovranno affrontare due defezioni importanti: mancheranno il centrale del Lione Lovren, perno della difesa di Bilic, infortunatosi nell'ultima gara di Champions e Kranjcar, massimo goleador della squadra nelle qualificazioni con quattro centri. Sono stati così richiamati i due del Bayern Monaco, Olic e Pranjic. Le speranze poggiano però soprattutto sulla fantasia di Luka Modric e sui gol di Eduardo.
Mirko Vucinic, speranza del Montenegro. LaPresse
REPUBBLICA CECA-MONTENEGRO — Anche in questo caso, la sfida tra grandi e piccini è solo apparente. Perché nel Montenegro, arrivato dietro all'Inghilterra nel gruppo H, ci sono giocatori del calibro di Vucinic e Jovetic. "Abbiamo sempre avuto grandi giocatori: un tempo c'erano Savicevic e Mijatovic, oggi ci sono loro", ha spiegato il c.t. Brnovic, che non si è nascosto, affermando di avere il 50% di possibilità di qualificarsi. Per la nazionale nata nel 2006, dopo la divisione dalla Serbia (avvenuta durante il Mondiale, mentre in Germania scendeva in campo la selezione di "Serbia e Montenegro") sarebbe la prima competizione ufficiale. Vucinic ha caricato i suoi: "Dobbiamo cogliere l'occasione: ora o mai più. Dobbiamo giocare queste due partite come se fossero le ultime della nostra carriera”. Contro la Repubblica Ceca, che ha più esperienza, ma non ha giocato una grande fase di qualificazione, l'occasione c'è tutta. Il c.t. Bilek è sollevato dal recupero di Peter Cech: il portiere si è fratturato il naso ma sarà comunque in campo, dovrebbe indossare una maschera protettiva, oltre al solito caschetto. Il tecnico si affiderà all'intramontabile Milan Baros e, ovviamente, a Thomas Rosicky. Tra le due squadre è il primo confronto in assoluto.
Giovanni Trapattoni, a caccia della qualificazione. Afp
ESTONIA-IRLANDA — Il quadro si chiude con il Trap, che ha chiuso con personalità il girone, dietro alla Russia, lasciandosi alle spalle l'arrembante Armenia. L'ultimo spareggio è però un triste ricordo per il tecnico di Cusano, che vide sfumare la qualificazione a Sudafrica 2010 per il gol irregolare su tocco di mano di Henry. Questa volta il sorteggio ha messo davanti ai verdi un avversario alla portata. Il Trap ha problemi in attacco: sarà privo dello squalificato Doyle, dell'infotunato Long e ha convocato Robbie Keane, anche se non al meglio, ma si è detto contento di giocare la prima partita in trasferta, a Tallin: "E' un bel vantaggio, ma gli avversari non vanno mai sottovalutati: se sono arrivati sin qui sono sicuramente dotati di qualità e di solidità mentale". L'Estonia, paese di poco più di un milione di abitanti, è arrivata dietro all'Italia e ha sfruttato il clamoroso suicidio della Serbia in Slovenia. Il tecnico Ruutli ha affermato che la sua squadra non è inferiore all'Irlanda e punta su nomi poco altisonanti. La stella è Kostantin Vassiljev, mentre in porta c'è l'esperto Pareiko, che ha invitato i suoi alla calma: "La loro qualità è indubbia, ma il carattere e la fortuna giocheranno un ruolo fondamentale". Nei due precenti tra le due nazionali, l'Irlanda ha vinto entrambe le partite per 2-0, durante la fase di qualificazione al Mondiale del 2002.
Emiliano Pozzoni