Il capitano dell'Inter: "Non c'è un clan di calciatori che devono giocare sempre. Se servisse a aiutare la squadra andrei in panchina o in tribuna senza fare problemi. Le cause della cattiva partenza? Cambio di allenatore e preparazione, infortuni e sfortuna"
Cambio di preparazione, infortuni e sfortuna: sono questi i tre fattori che hanno portato all'inizio difficile dell'Inter, secondo Javier Zanetti. Il capitano dell'Inter, che ora potrà contare su due settimane senza partite, spiega: "Abbiamo avuto un inizio difficile, per tanti motivi, dal cambio allenatore a quello della preparazione, fino alla realtà di giocatori importanti che sono stati fuori molto tempo a causa di sfortunati infortuni. Poi siamo stati anche sfortunati in qualche partita, con episodi che non ci hanno aiutato, ma quello che è stato è stato, ora tocca a noi rimediare e questo lo sappiamo. Però, lo voglio sottolineare, vedo e ho sempre visto l'impegno della squadra, quindi posso dire che tutto è ancora possibile, perchè sembrano già successe tante cose, ma siamo solo all'inizio della stagione".
PRONTO ALLA PANCHINA — Zanetti non chiude al mercato, ma crede nel gruppo attuale e si dice pronto ad andare anche in panchina: "Operazioni di calciomercato per il centrocampo? Il presidente e la società hanno fatto investimenti importanti anche sui giovani, sono sempre vigili e attenti, non si sono mai tirati indietro per dare ai tifosi una squadra sempre più competitiva, ma non dite che siamo un gruppo vecchio e che, fra noi, c'è un clan di calciatori che devono giocare sempre: questo non è vero e lo dimostra il fatto che, se un giorno toccherà a me, andrò in panchina o in tribuna senza fare problemi, se serve dare una mano alla squadra in questo modo, farò anche questo". E sul suo futuro: "Bisogna allenarsi sempre altrimenti gli altri corrono più di te. Sinceramente sto bene e finchè mi sentirò così continuerò a giocare. Poi arriverà il momento in cui dirò basta. Ritirarmi? Ma lasciatemi giocare ancora qualche anno... Poi vedrò".
RANIERI SU GENOVA — Il tecnico Claudio Ranieri commenta invece il disastro di Genova che ha causato anche il rinvio della gara col Genoa: "Nel vedere quelle immagini ti si stringe il cuore, per questo siamo vicini moralmente, con il pensiero agli alluvionati. Sono immagini tremende e auguriamo ogni bene a tutta la popolazione ligure, prima le esondazioni, poi quello che è successo a Genova. Veramente, adesso il calcio passa in secondo piano". Dall'incasso di Genoa-Inter sarebbe dovuto arrivare un aiuto in più per le popolazioni alluvionate. Con ancora più convinzione, ora lo sport potrebbe dare un segnale forte: "Sì, noi possiamo darlo, ma si dà sempre dopo, quando invece bisognerebbe prevenire, perchè adesso la realtà ci mostra che delle giovani vite non ci sono più e questo è tremendo per un qualcosa che si poteva, non dico prevedere, ma per lo meno evitare". Il prossimo lunedì la Lega Serie A deciderà la data utile a disputare il match al «Ferraris», gara che potrebbe essere l'occasione giusta per iniziare a dare un aiuto concreto: "Sicuramente la società nerazzurra e il presidente sono sempre vicini a questo tipo di iniziative, quindi qualcosa faremo".
Fonte: Gazzetta.it
Cambio di preparazione, infortuni e sfortuna: sono questi i tre fattori che hanno portato all'inizio difficile dell'Inter, secondo Javier Zanetti. Il capitano dell'Inter, che ora potrà contare su due settimane senza partite, spiega: "Abbiamo avuto un inizio difficile, per tanti motivi, dal cambio allenatore a quello della preparazione, fino alla realtà di giocatori importanti che sono stati fuori molto tempo a causa di sfortunati infortuni. Poi siamo stati anche sfortunati in qualche partita, con episodi che non ci hanno aiutato, ma quello che è stato è stato, ora tocca a noi rimediare e questo lo sappiamo. Però, lo voglio sottolineare, vedo e ho sempre visto l'impegno della squadra, quindi posso dire che tutto è ancora possibile, perchè sembrano già successe tante cose, ma siamo solo all'inizio della stagione".
PRONTO ALLA PANCHINA — Zanetti non chiude al mercato, ma crede nel gruppo attuale e si dice pronto ad andare anche in panchina: "Operazioni di calciomercato per il centrocampo? Il presidente e la società hanno fatto investimenti importanti anche sui giovani, sono sempre vigili e attenti, non si sono mai tirati indietro per dare ai tifosi una squadra sempre più competitiva, ma non dite che siamo un gruppo vecchio e che, fra noi, c'è un clan di calciatori che devono giocare sempre: questo non è vero e lo dimostra il fatto che, se un giorno toccherà a me, andrò in panchina o in tribuna senza fare problemi, se serve dare una mano alla squadra in questo modo, farò anche questo". E sul suo futuro: "Bisogna allenarsi sempre altrimenti gli altri corrono più di te. Sinceramente sto bene e finchè mi sentirò così continuerò a giocare. Poi arriverà il momento in cui dirò basta. Ritirarmi? Ma lasciatemi giocare ancora qualche anno... Poi vedrò".
RANIERI SU GENOVA — Il tecnico Claudio Ranieri commenta invece il disastro di Genova che ha causato anche il rinvio della gara col Genoa: "Nel vedere quelle immagini ti si stringe il cuore, per questo siamo vicini moralmente, con il pensiero agli alluvionati. Sono immagini tremende e auguriamo ogni bene a tutta la popolazione ligure, prima le esondazioni, poi quello che è successo a Genova. Veramente, adesso il calcio passa in secondo piano". Dall'incasso di Genoa-Inter sarebbe dovuto arrivare un aiuto in più per le popolazioni alluvionate. Con ancora più convinzione, ora lo sport potrebbe dare un segnale forte: "Sì, noi possiamo darlo, ma si dà sempre dopo, quando invece bisognerebbe prevenire, perchè adesso la realtà ci mostra che delle giovani vite non ci sono più e questo è tremendo per un qualcosa che si poteva, non dico prevedere, ma per lo meno evitare". Il prossimo lunedì la Lega Serie A deciderà la data utile a disputare il match al «Ferraris», gara che potrebbe essere l'occasione giusta per iniziare a dare un aiuto concreto: "Sicuramente la società nerazzurra e il presidente sono sempre vicini a questo tipo di iniziative, quindi qualcosa faremo".
Fonte: Gazzetta.it